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Puntate Episodio 029

Il mercato del food online, quali prospettive? Trasformazione digitale, in Italia ci sono le competenze per coglierne le opportunità?

Questa settimana Cultura Digitale offre temi scottanti di cui discutere. Insieme a Marco Biasin, autore del libro e-commerce food, e a Gabriele Granato, Presidente dell’associazione Fare Digitale, abbiamo guardato da diverse prospettive le opportunità e le fratture dell’enorme cambiamento che sta portando con sé la digital transformation.

11 febbraio 2023 25 min di puntata 15 min di lettura
Due ospiti in giacca a braccia incrociate, per la puntata sul mercato del food online

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Si comincia con 1 di 16 0:00Ospite Marco Biasin, direttore di Ecommerce School
Tutti i capitoliChiudi i capitoli16
  1. 0:00Ospite Marco Biasin, direttore di Ecommerce School
  2. 0:26Ecommerce Food Conference, il 23 e 24 febbraio a Bologna
  3. 1:55Il programma e i premi ai migliori e-commerce del food
  4. 2:55«In Italia abbiamo un problema di offerta di contenuto digitale»
  5. 4:22Ospite Gabriele Granato, presidente di Fare Digitale
  6. 4:52Vent’anni fa, aiutare gli studenti a scrivere la tesi
  7. 6:28Cultura digitale è saper gestire la complessità
  8. 8:36Le opportunità del digitale e i rischi per i ragazzi
  9. 9:40Come nasce l’associazione Fare Digitale
  10. 11:37Nelle scuole e l’alfabetizzazione digitale per gli over 65
  11. 14:08I ragazzi fra 16 e 25 anni, senza consapevolezza
  12. 15:38«Spegnete il digitale, leggete un libro, uscite con gli amici»
  13. 17:07Open data e intelligenza artificiale per il registro dei tumori
  14. 19:47ChatGPT a 20 dollari al mese e GPT-3.5 dentro Microsoft
  15. 20:30Google risponde con Bard, Baidu prepara il suo chatbot
  16. 23:18La carrellata digitale: stati vocali WhatsApp e spunta dorata

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Questa settimana Cultura Digitale offre temi scottanti di cui discutere. Insieme a Marco Biasin, autore del libro e-commerce food, e a Gabriele Granato, Presidente dell’associazione Fare Digitale, abbiamo guardato da diverse prospettive le opportunità e le fratture dell’enorme cambiamento che sta portando con sé la digital transformation. 

E poi, come sempre, le ultime notizie sul mondo dell’e-commerce, del tech, social e digital.

Che fai, non leggi?

Food online, un mercato da presidiare

Il food online in Italia è un mercato enorme e non presidiato in cui la domanda supera nettamente l’offerta. 

Secondo Statista, infatti, in Italia il 59% degli utenti web ha acquistato almeno una volta food online. Per avere un termine di paragone, in Inghilterra è solo il 43%. 

Ma come è possibile? In Italia gli utenti propensi all’acquisto di prodotti alimentari online non sono soddisfatti dall’offerta, ritenuta non non all’altezza qualitativamente. 

Nonostante ciò, la digital transformation ha travolto il settore che ha iniziato ad avere un impennata anche in risposta alla pandemia. 

L’e-commerce è cresciuto del 23,1% nel 2021 e del +9% nel 2022. 

Ben 10,8 milioni di famiglie italiane acquistano food online, si tratta di +2,4 milioni se rapportiamo il dato al pre-covid. 

Per fare luce sull’argomento abbiamo intervistato Marco Biasin, Founder di Fruttaweb, autore del libro e-commerce food, ecommerce manager e Direttore Operativo della divisione consulting di Ecommerce School.

Come mai la domanda d’acquisto del food online non riesce a essere soddisfatta dall’offerta?

“È normale che le persone non sono spinte a comprare regolarmente cibo tramite

e-commerce. La qualità dell’offerta è bassa, manca conoscenza, che è alla base di ogni progetto imprenditoriale. Vendere food online non è facile, ma neanche difficile. Basta

conoscerlo. Le principali ragioni di una scarsa qualità del servizio sono ad esempio: gli alti costi della logistica, siti internet confusionari, foto dei prodotti di bassa qualità, lunghi tempi di consegna, ordini spediti in ritardo, mancanza di strategie di marketing.”

Il prossimo 23 e 24 Febbraio presso il FICO Eataly World di Bologna ci sarà la seconda Edizione di Ecommerce Food Conference, a chi è rivolto l’evento?

“E-commerce Food Conference è l’unico Summit E-commerce verticale sul Food&Beverage che nasce proprio per colmare quel gap di disinformazione e mancata consapevolezza che contraddistingue il mercato del food online. 

L’evento è stato pensato per offrire un’opportunità di crescita e di evoluzione a Brand, produttori o commercianti al dettaglio che vogliono vendere e distribuire i loro prodotti direttamente al cliente finale, aumentando margini e volumi di vendita.

E-commerce food commerce sarà interessante anche per grossisti e distributori che vogliono scoprire le migliori strategie per innovare il loro modello di business e cogliere le opportunità del web. Ma anche a Web agency e professionisti del settore, imprenditori e manager che intendono accrescere il proprio network.”

Una due giorni ricca di formazione e networking, come si svolgeranno due le giornate. Ci dai qualche anticipazione?

“Durante il summit verranno presentate più di 40 case history e vedrà coinvolti oltre 60 speaker con cui si avrà modo di sviscerare ogni singolo aspetto che occorre conoscere per avviare e far crescere un e-commerce del food. E poi ci sarà una piattaforma online di Business Matching e tanto networking per confrontarsi con altri operatori del settore, conoscere e farsi conoscere.

Partecipare significa sfruttare le opportunità del digitale nel settore food & beverage, aprirsi a nuove opportunità di business, creare un network qualificato, imparare le logiche che permettono di vendere, di fidelizzare i clienti, di promuovere in maniera efficace i prodotti e prendere un mercato enorme ancora tutto da esplorare.

Dopo il successo della prima edizione di dicembre 2021, che ha visto oltre 200 partecipanti con il 100% delle recensioni positive, nella seconda edizione ci aspettiamo davvero una grande partecipazione. Per acquistare il biglietto basta visitare il sito web ecommercefood.it”

Marco, cos’è per te Cultura Digitale?

Cultura Digitale è uno spazio in cui fare condivisione, apprendere e informarsi  riguardo a temi dal mondo digitale. Uno spazio di cui l’Italia aveva bisogno perché c’è ancora un grande gap in questo senso. 

Competenze digitali, gli italiani le hanno?

Il contesto italiano in fatto di competenze digitali non è tutto rose e fiori. I margini di miglioramento sono molto ampi. Basti pensare che l’Italia è all’ultimo posto nell’area del Capitale Umano del DESI 2020 e al 37° posto nella classifica ONU sull’e-Government, a causa della bassa percentuale di persone con competenze digitali di base o superiori (42% della popolazione tra 16 e 74 anni). 

Questa fragilità digitale rappresenta uno svantaggio competitivo che rallenta la trasformazione digitale in atto e penalizza l’Italia negli scenari globali. 

Per consentire uno sviluppo socio-economico equo e sostenibile nel tempo, è necessario investire nelle competenze digitali della popolazione e aggrapparsi all’onda della trasformazione digitale con tutte le energie disponibili.

Per capire da dove iniziare il cambiamento abbiamo intervistato Gabriele Granato, Presidente di Fare Digitale. 

Gabriele come si può investire nelle competenze digitali? 

“Iniziando dal fare cultura digitale. Divulgare saperi, conoscenze e promuovere consapevolezza di un mondo nuovo che evolve a una velocità impressionante. Noi abbiamo sentito l’esigenza di creare una realtà che avesse questo obiettivo. Ecco perchè è nata Fare Digitale, una bussola per orientarci nell’impetuoso mare della digitalizzazione, una mappa con dei chiari punti di riferimento che ci possa aiutare a cogliere le opportunità e a diluire le complessità della trasformazione digitale.

In Fare Digitale si promuovono incontri, dibattiti e gruppi di lavoro col fine di proporre idee e soluzioni per agevolare e migliorare la trasformazione digitale in atto, organizziamo iniziative di sensibilizzazione e formazione. Questo per noi è un impegno e un investimento importante sulle competenze digitali. ”

Come hai mosso i primi passi nel digitale?

“Il mio percorso inizia durante l’università. Frequentavo la facoltà di scienze politiche e durante gli studi ho creato un progetto, My Tutor, per aiutare gli studenti come me a scrivere la propria tesi di laurea. Con My Tutor ho iniziato a capire l’importanza di avere un sito web, a studiare come promuovere il progetto e come fare marketing digitale, una materia sconosciuta all’epoca. Basti pensare che non esistevano ancora neanche i corsi di laurea in marketing digitale. Con l’esperienza di My Tutor e diversi master in marketing digitale ho, poi, avviato 3d0 Digital Factory (www.3d0.it), una web agency specializzata in soluzioni digitali e campagne di comunicazione online. Addentrandomi sempre di più nel settore del digital ne ho scoperto falle, mancanza di normative che regolamentano le figure che lavorano nel digitale, ad esempio. Da questo gap è nata la necessità di creare Fare Digitale.”

Raccontaci di Fare Digitale, come è nato il progetto?

“Ormai sono trascorsi tre anni da quando abbiamo realizzato il progetto di Fare Digitale, che era partito come una community di amici che lavorano nel digitale aprendosi, poi, alla scuola, alle imprese e ai professionisti del digital. Nasce perché noi operatori del digitale, professionisti che lavorano ogni giorno con il digitale, ci siamo accorti che alcune storture del settore stavano prendendo il sopravvento. 

Abbiamo deciso di creare questa associazione no profit proprio per mettere ordine nel digitale, capire quali sono i problemi e portare delle soluzioni. Basti pensare che, ad oggi, non c’è un contratto che disciplini le professioni digitali. Non c’è ancora una dignità giuridica per chi lavora nel digitale e questa è una cosa importantissima.”

A chi si rivolge Fare Digitale e chi fa parte dell’associazione?

“Fare digitale si rivolge a tutti. Cerchiamo di parlare a tutti, perché la trasformazione digitale significa sviluppo economico e sociale della comunità. A breve, infatti, partirà un progetto bellissimo, Alfabetizzazione Digitale, rivolto agli over 65. La parte più bella, poi, è quando andiamo nelle scuole e parliamo con i ragazzi, con i professori e con i genitori.

Quella dei ragazzi è una fascia fondamentale. I ragazzi dai 16 ai 25 anni sono nati nel digitale eppure non ne posseggono consapevolezza. É importante che le nuove generazioni inizino a pensare a cosa possono fare con il digitale e non a cosa può fare il digitale per loro. Evolvere verso questo tipo di mindset è una grande sfida. Ai ragazzi che incontriamo nelle scuole insegnamo il digital detox. Gli diciamo di spegnere i dispositivi, di aprire un libro, uscire fuori, fare esperienze. Solo così possono approfondire le opportunità del digitale”

Quali sono le attività e le sfide che state portando avanti in questo periodo? 

“La grande sfida è l’alfabetizzazione digitale delle nuove generazioni. Poi c’è tutta la questione dell’utilizzo dei dati e della machine learning per il registro dei tumori. Se riusciamo ad ottenere dati in tempo reale dai marketplace e, quindi, da settori commerciali, abbiamo il dovere di provarci anche in altri ambiti e quello sanitario, oggi, è prioritario.”

Gabriele, cos’è per te Cultura Digitale?

“Per me cultura Digitale significa saper accettare e gestire la complessità che stiamo vivendo. Si parla tanto di trasformazione digitale eppure, spesso, non si hanno gli attrezzi per gestire la complessità di questa trasformazione che è entrata nella nostra quotidianità in maniera dirompente. Siamo passati velocemente dall’essere parte di una società basata sui beni materiali a una che, invece, si sviluppa sull’immaterialità. La Cultura Digitale è la bussola che ci consente di orientarci in questo importante cambiamento.”

ChatGPT, in arrivo il piano a pagamento

OpenAI ha lanciato ChatGPT Plus, un piano di abbonamento pilota che offre accesso prioritario, tempi di risposta più rapidi e accesso generale durante le ore di punta al chatbot basato sull’intelligenza artificiale ChatGPT. 

Il servizio costa $20 al mese ed è disponibile solo per i clienti negli Stati Uniti, ma l’azienda prevede di estendere l’accesso e il supporto ad altri paesi e regioni. 

OpenAI ha anche annunciato una nuova funzionalità chiamata “classificatore di testo AI“, che consente di verificare se un saggio è stato scritto da un essere umano o da un’intelligenza artificiale, ma è ancora “imperfetto”. 

L’azienda ha anche in programma di perfezionare ed espandere questa offerta in base al feedback dei clienti e di lanciare presto la ChatGPT API waitlist, cercando anche di capire le opzioni per piani a basso costo, piani aziendali e pacchetti.

Inoltre sarà possibile provare in anteprima le novità che gli sviluppatori introdurranno nel bot e altre funzionalità sulle quali il team di sviluppo sta lavorando.

Nel frattempo, come già annunciato, Microsoft ha integrato GPT-3.5 in Teams Premium. La tecnologia alla base di ChatGPT migliora i sottotitoli in tempo reale, aiuta a creare modelli di riunione, a generare automaticamente le note a margine delle riunioni, comporre le attività consigliate e riassumere in modo puntuale i momenti salienti. 

ChatGPT verrà prossimamente integrato nel motore di ricerca Bing. 

Fonti openai.com | ilsoftware.it

La corsa all’Intelligenza Artificiale

L’ascesa di ChatGPT e l’elevata qualità dei contenuti che produce sono state così dirompenti da aver scombussolato le priorità delle Tech Company. Google e Meta stanno investendo nell’Intelligenza Artificiale e non sono le sole. 

Sono nate diverse nuove AI negli ultimi mesi:

Bard

Google lancia Bard, un sistema conversazionale basato sull’Intelligenza Artificiale che risponde rapidamente alle varie domande degli utenti. La tecnologia alla base di Bard viene alimentata da LaMDA, il modello linguistico per applicazioni sul dialogo di Google. Pichai ha preannunciato che “presto saranno disponibili nella Ricerca Google nuove funzioni basate sull’IA che distillano in un formato semplice informazioni complesse e prospettive multiple, così da permettere di farsi rapidamente un quadro generale e scoprire di più grazie al Web“.

Ernie

Anche la società cinese di ricerca internet Baidu sta pianificando il lancio di un servizio di chatbot di intelligenza artificiale simile a quello di OpenAI. “Wenxin Yiyan” in cinese o “ERNIE Bot” in inglese, sarà lanciato a marzo. Ernie, che sta per “Enhanced Representation through Knowledge Integration”, si basa su un modello linguistico che Baidu ha sviluppato per la prima volta nel 2019.

Baidu con Ernie sarà un giocatore chiave in Cina. Infatti, ChatGPT e i principali servizi Google non sono disponibili in Cina, sebbene alcuni utenti abbiano trovato soluzioni alternative per accedere a tali strumenti.

Alibaba

Anche Alibaba sta sviluppando un prodotto simile a Chat GPT di OpenAI. Attualmente è in fase di test e ancora non ci sono notizie rispetto alla data di rilascio. 

L’azienda, però, potrebbe integrare la sua tecnologia AI con la piattaforma di lavoro DingTalk per ottenere una maggiore efficienza lavorativa.

Fonti dday.it | startmag.it | wallstreetitalia.com

Apple: nasce l’ipad pieghevole

Era il 27 gennaio 2010 quando Steve Jobs presenta al mondo il primo iPad. A 13 anni dal suo esordio, diversi rumors rivelano che, da anni, Apple stia lavorando a un dispositivo con schermo pieghevole. 

Inizialmente si ipotizzava fosse l’iPhone – l’azienda concorrente Samsung da anni è si è lanciata nel settore degli smartphone pieghevoli – ma le ultime indiscrezioni fanno pensare a un tablet con schermo da circa 20 pollici dotato di un cavalletto con fibra di carbonio. 

Tuttavia, Apple non sembra nuotare in buone acque. Lo scoppio della bolla degli smartphone (il 2022 si è, infatti, chiuso con un totale di 1.21 miliardi di unità spedite, il 18,3% in meno rispetto al 2021) non ha risparmiato nemmeno Apple che ha chiuso il trimestre con un -5,49% di fatturato. 

Nel dettaglio, il fatturato legato agli iPhone è sceso dai 71,63 miliardi di dollari al 25 dicembre 2021 agli attuali 65,77. Un calo dell’8,2%, reso ancor più preoccupante dal fatto che il trimestre in oggetto include anche il Natale.

Il calo più consistente, però, è quello che riguarda i Mac: in questo caso si passa dai 10,85 miliardi di dollari fatti registrare al 25 dicembre 2021 agli attuali 7,73. Un crollo del 29%. In calo anche il settore Wearables, Home and Accessories, che passa dai 14,701 miliardi di dollari di dicembre 2021 agli attuali 13,48. Il calo in questo caso è dell’8,3%.

Carrellata Digitale

Status vocali su WhatsApp. 

WhatsApp ha introdotto gli “stati vocali“, una funzione che permette agli utenti di registrare e condividere messaggi vocali di 30 secondi come aggiornamenti di stato per 24 ore. 

La nuova funzione offre una maggiore personalizzazione alla funzione di stato dell’app, che fino ad ora non aveva lo stesso rilievo di altre app social come Facebook e Instagram. 

La società ha notato una significativa trazione nei messaggi vocali sulla sua piattaforma, con gli utenti che inviano una media di 7 miliardi di messaggi vocali al giorno. Oltre allo stato vocale, altri aggiornamenti di WhatsApp includono un “selezione del pubblico privato“, le “reazioni allo stato” e la disponibilità degli “anelli” del profilo di stato per tutti gli utenti.

Fonte ansa.it

Le Note di Instagram arrivano in Europa e Giappone

Instagram ha lanciato le “Note”, una nuova funzionalità attraverso cui gli utenti possono scrivere brevi messaggi di testo della durata massima di 60 caratteri e condividerli solo con gli amici o i follower selezionati per 24 ore, in una modalità simile a quella delle Storie. 

Le Note sono accessibili solo dalla sezione Direct dell’app Instagram, nella lista delle chat aperte. Dopo aver scritto la nota, si può scegliere se condividerla solo con gli amici stretti o anche con i follower, ma non è possibile renderla pubblica. La funzionalità è simile ai tweet di Twitter, ma con testo anziché immagini. Le Note possono essere cancellate o sostituite con un nuovo messaggio.

Fonte repubblica.it

Twitter Arriva la spunta dorata

Secondo un rapporto di The Information, Twitter sta cercando di far pagare alle aziende 1.000 dollari al mese per mantenere le loro spunte d’oro e di aggiungere un costo di 50 dollari al mese per aggiungere badge a ciascun account affiliato all’azienda. 

Se un’azienda non pagherà la quota mensile, perderà la verifica. Twitter non ha ancora rivelato ufficialmente i prezzi per il suo abbonamento Verification for Organizations. Il CEO Elon Musk ha implementato questo cambiamento per aumentare le entrate e ridurre il debito di 12,5 miliardi di dollari di Twitter.

Fonte pcprofessionale.it

Twitter ridefinisce le caratteristiche dei tweet

Gli abbonati a Twitter Blue ora possono utilizzare fino a 4000 caratteri per post. Questa novità è disponibile solo per gli utenti in America, ma presto verrà estesa in altri paesi in cui è disponibile la versione a pagamento del social network. Twitter Blue attualmente costa 11 dollari al mese su iOS e 8 dollari al mese su browser.

Fonte tag24.it

TikTok aggiunge il nuovo elemento Video Insights. 

Per aiutare i creatori a comprendere meglio le prestazioni dei loro video e gli elementi specifici che funzionano in ogni clip, la piattaforma ha lanciato un nuovo strumento di analisi, disponibile nella sezione Reporting di TikTok Ads Manager. I dati permetteranno di scavare più a fondo nelle tendenze dei contenuti.

Fonte tiktok.com

Skype, la traduzione simultanea arriva anche in italiano

Skype ha introdotto la traduzione vocale in tempo reale nella versione 8.93 delle sue app per computer e dispositivi mobili, tra cui anche l’italiano. L’IA di Skype ascolta e traduce la conversazione tra due utenti che parlano lingue differenti con una voce che riproduce il tono e la cadenza degli interlocutori. La funzione potrebbe migliorare la precisione della tecnologia vocale di Skype, in quanto la contribuzione dei frammenti vocali delle conversazioni utilizzati dall’IA nel tempo potrebbe ottimizzare il software. La traduzione dal vivo di Skype è utile per abbattere le barriere linguistiche durante le videocall, soprattutto con il consolidamento del lavoro da remoto post-pandemia.

Fonte ansa.it

Pinterest raggiunge ora i 450 milioni di utenti attivi

Pinterest ha annunciato che il servizio ha raggiunto i 450 milioni di utenti attivi mensili in tutto il mondo, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente, grazie alla crescita in altre regioni. 

L’azienda sta puntando sul formato video e sul suo potenziale di monetizzazione, con l’obiettivo di rendere ogni pin acquistabile. Per farlo, Pinterest sta utilizzando la sua tecnologia di visione computerizzata sui video per trovare prodotti e renderli acquistabili. La crescita dei video sulla piattaforma è stata del 30%, grazie ai contributi degli utenti della Generazione Z, che hanno contribuito alla metà dei pin video di Pinterest. 

Inoltre, Pinterest sta collaborando con le principali etichette discografiche per consentire agli utenti di aggiungere musica su licenza ai loro video. L’azienda si avvale dell’IA e della computer vision per identificare prodotti e tendenze all’interno dei video, migliorando i risultati della ricerca.

Fonte techprincess.it

GUARDA LA PUNTATA

Per questa settimana è tutto. Vi aspettiamo alle 15:00 su Radio RCS75, sul nostro canale telegram Cultura Digitale e sulle maggiori piattaforme podcast.

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Redazione

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MB

Marco Biasin

Ospite di questa puntata.

GG

Gabriele Granato

Ospite di questa puntata.

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