Epic Games costruisce con l'AI il gioco Disney, le vendite mondiali di PC crollano del 20% e Microsoft lancia il chip Maia 300
Epic rinvia lo sparatutto con Disney e impone ai suoi sviluppatori il metodo «AI first»: niente più codice scritto a mano. Nel trimestre il mondo compra 62,7 milioni di PC, il 20,1% in meno, perché la memoria va ai data center. Microsoft risponde con Maia 300.
Epic Games ha rinviato lo sparatutto con i personaggi Marvel e Star Wars che sta costruendo insieme a Disney, e ha comunicato al team che da adesso si lavora «AI first»: niente più codice scritto a mano, grafica prodotta con flussi di lavoro interamente automatici, il modello Claude di Anthropic al posto di una parte del mestiere. La ricostruzione è di Jason Schreier su Bloomberg, 12 ottobre, ripresa fra gli altri da Video Games Chronicle e da Push Square.
Lo stesso 12 ottobre Microsoft ha presentato Maia 300, il chip che vuole installare nei propri data center a gigawatt dal 2027. Tre giorni prima IDC aveva contato 62,7 milioni di computer spediti nel mondo nel trimestre, il 20,1% in meno di un anno fa, con i listini spinti in alto dalla memoria che i produttori preferiscono vendere a chi costruisce server per l'AI. Quello che tiene insieme queste cose è il conto da pagare: l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale si prende i componenti, i capitali e, dove riesce, il lavoro.
Epic Games: «niente più codice scritto a mano» per il gioco con Disney
Il messaggio interno è firmato da uno dei direttori di Epic e dice due cose molto concrete: tutta la grafica del nuovo gioco dovrà essere «generata con flussi di lavoro AI completi» e non ci sarà «più codice scritto a mano». Lo strumento indicato al team è Claude di Anthropic, con gli sviluppatori che passano dal produrre al correggere. Il gioco è uno sparatutto di tipo extraction mai annunciato, nato dal rapporto fra Epic e Disney che nel 2024 aveva portato 1,5 miliardi di dollari nella società di Tim Sweeney.
Sweeney ha reagito su X poche ore dopo: «abbiamo una svolta enorme in corso qui a Epic, stiamo spostando gli sviluppatori per riorganizzarci verso la massima accelerazione con l'AI», ha scritto, aggiungendo che l'obiettivo «non è fare le stesse cose con meno persone». Un portavoce dell'azienda ha usato una formula più morbida: «sviluppo accelerato dall'AI, guidato dagli sviluppatori di Epic».
Il contesto pesa quanto l'annuncio. A marzo 2026 Epic aveva licenziato oltre mille persone spiegando che «stiamo spendendo molto più di quanto incassiamo», con il calo di utilizzo di Fortnite come causa principale. Il gioco con Disney era atteso per marzo 2027 e al team non è stata comunicata nessuna nuova data. Nei commenti dei siti di settore molti giocatori hanno già scritto che un gioco fatto così non lo compreranno.
Per l'Italia la domanda non è se i giocatori italiani compreranno quel gioco, ma cosa succede a chi quel lavoro lo fa qui. La ricerca Ipsos per IIDEA presentata il 13 maggio 2026 valuta il mercato italiano dei videogiochi 2,4 miliardi di euro, con 14,2 milioni di giocatori. Dietro ci sono oltre 200 aziende e circa 2.800 professionisti, quasi tutti studi piccoli che lavorano su commessa per editori stranieri: se il committente decide che la grafica la genera un modello, la commessa cambia forma o sparisce.
C'è poi un nodo giuridico italiano. La legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale, in vigore dal 10 ottobre 2025, ha modificato la legge sul diritto d'autore: un'opera realizzata con strumenti di AI resta tutelata solo se è frutto di un apporto intellettuale umano creativo e dimostrabile. Chi consegna materiale generato senza un contributo umano documentato rischia di consegnare qualcosa che nessuno può difendere.
Nel mondo si vendono 62,7 milioni di PC, il 20% in meno: la memoria è finita nei server
I numeri del terzo trimestre 2026 sono brutti come non si vedevano da anni. IDC conta 62,7 milioni di computer spediti nel mondo, il 20,1% in meno rispetto al 2025; Omdia, che misura in modo diverso, si ferma a 58,1 milioni con un calo del 21,2%. Il confronto con il trimestre precedente dice di più: meno 9,1%, mentre fra luglio e settembre le vendite di solito salgono per il rientro a scuola e in ufficio.
Il crollo si vede in classifica. Lenovo resta prima ma scende a 14,9 milioni di unità (-22,6%), HP perde quasi il 31% fermandosi a 10,3 milioni, Dell cede il 25% a 7,6 milioni. Apple arretra dell'11% a 5,9 milioni e proprio per questo guadagna quota.
Le cause sono due e si sommano. La prima è l'effetto scorta: nella prima metà dell'anno aziende e rivenditori hanno comprato in anticipo per battere i rincari, e adesso hanno i magazzini pieni. «I canali ora temono di portarsi dentro troppo magazzino in un mercato dove i prezzi alti stanno deprimendo la domanda», ha detto Jitesh Ubrani di IDC. La seconda è la memoria: per Omdia, DRAM e unità a stato solido valgono ormai quasi il 40% del costo dei componenti di un PC, contro circa il 15% di prima.
Non è un episodio passeggero. Già a marzo IDC aveva tagliato la previsione 2026 a meno 11,3%, dal meno 2,4% stimato a novembre, e metteva in conto carenze di memoria fino al 2027: «l'epoca dei PC e dei tablet a prezzi stracciati è alle nostre spalle, almeno per ora», scriveva Ubrani. Nessun alleggerimento prima del 2028, e comunque nessun ritorno ai listini del 2025.
In Italia l'effetto si legge nei conti del settore. Il rapporto «Il Digitale in Italia 2026» di Anitec-Assinform valuta il comparto dispositivi e sistemi 20,6 miliardi di euro, in crescita dell'1,8%: il valore sale mentre i pezzi venduti calano, cioè si paga di più la stessa cosa. Il tempismo è pessimo per le imprese italiane, che da ottobre 2025 non ricevono più aggiornamenti di sicurezza per Windows 10 e hanno il rinnovo del parco macchine da fare adesso.
Maia 300, il chip con cui Microsoft prova ad abbassare il costo dell'AI
Dall'altra parte della filiera c'è chi quella memoria se la porta a casa. Il 12 ottobre Scott Guthrie, vicepresidente esecutivo Cloud + AI di Microsoft, ha annunciato sul blog ufficiale dell'azienda che «la famiglia Azure Maia verrà portata a installazioni da più gigawatt a partire dal 2027». Maia 300 è il terzo acceleratore progettato in casa ed è pensato per l'inferenza, cioè per il momento in cui un modello risponde, non per quello in cui viene addestrato.
Ogni acceleratore monta otto pile di memoria HBM4 per 288 gigabyte e 18 terabyte al secondo di banda, con un consumo dichiarato di 950 watt. Un armadio ne contiene 96 dentro 167 kilowatt. Come spiega Techzine, il calcolo è separato in chiplet prodotti da TSMC con il processo N2P. La tesi di Microsoft, scritta nell'analisi sul blog Azure, è che nei grandi sistemi di inferenza il collo di bottiglia non sia la potenza di calcolo ma lo spostamento dei dati.
I numeri in vetrina vanno letti con prudenza: «ci aspettiamo che Maia 300 produca il 40% di token in più per megawatt rispetto ai migliori sistemi basati su GPU, e in configurazione completa da 96 acceleratori arrivi a sette volte il throughput per armadio di Maia 200», ha scritto Guthrie. Sono stime del produttore, non misure indipendenti, e l'azienda non dice con quale GPU si confronta. Maia 200 è già in produzione e regge funzioni di Copilot e Teams oltre ai modelli di OpenAI; Anthropic farà girare Claude su Maia. La potenza di questi chip, per ora, Microsoft non la affitta ai clienti Azure: se la tiene per i propri servizi.
Per le aziende italiane il punto è il costo per token, perché è quello che finisce negli abbonamenti e nei contratti cloud. Microsoft ha annunciato nell'ottobre 2024 un investimento da 4,3 miliardi di euro in Italia, il più grande mai fatto nel Paese, per ampliare la regione cloud Italy North. Chi oggi paga licenze Copilot o chiamate ai modelli dentro Azure paga anche l'elettricità e le GPU che Maia vorrebbe sostituire.
Cosa cambia in Italia
- Per chi compra un computer: i prezzi restano sopra quelli del 2025 almeno per tutto il 2027. Chi deve cambiare il portatile entro Natale guardi i modelli dell'anno scorso ancora a magazzino: è la memoria la voce rincarata di più.
- Per le aziende e gli studi professionali: da ottobre 2025 Windows 10 non riceve più aggiornamenti di sicurezza e il rinnovo delle macchine capita nel momento peggiore. Meglio acquisti scaglionati e noleggio operativo, che su venti o trenta postazioni protegge dall'oscillazione dei listini.
- Per chi lavora con la grafica e il codice: la scelta di Epic è un precedente che i committenti stranieri citeranno. La legge 132/2025 tutela l'opera fatta con l'AI solo se c'è un apporto umano creativo e dimostrabile: meglio scrivere nei contratti chi genera cosa e chi risponde della titolarità.
- Per chi vende online: l'elettronica è una delle categorie più pesanti dell'ecommerce italiano e i rincari sui PC si scaricano sui margini. Le promozioni di fine anno saranno più selettive e il confronto si sposterà su assistenza, garanzia e permuta dell'usato.
- Per chi usa l'AI in azienda: il costo dell'inferenza determina il prezzo degli abbonamenti. Chi firma contratti pluriennali sul cloud faccia inserire clausole di revisione del prezzo per token: fra il 2027 e il 2028 l'hardware cambia.
Conclusioni: il rinnovo dei PC e i contratti creativi da rivedere entro la primavera
Il mercato italiano arriva a questo appuntamento con i conti in ordine e poco margine. Anitec-Assinform valuta il digitale nazionale 84,4 miliardi di euro, in crescita del 3,4%, con la spesa in intelligenza artificiale a 1,38 miliardi e un balzo del 47,6%. L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano misura un mercato AI da 1,8 miliardi, cresciuto del 50% in un anno, con uno squilibrio che non si chiude: nel 2025 il 71% delle grandi imprese aveva avviato almeno un progetto di AI, contro l'8% delle piccole e medie. Sono proprio le PMI a incassare il rincaro dell'hardware senza avere ancora il ritorno dell'AI.
Nei prossimi sei mesi i listini dei portatili in Italia continueranno a salire, perché la memoria pagata a caro prezzo nel 2026 arriva nei prodotti del 2027. Le commesse di grafica e di sviluppo verso studi italiani includeranno sempre più spesso la clausola «AI first», sul modello di quanto ha appena fatto Epic. E i contratti cloud firmati adesso scadranno quando chip come Maia 300 saranno in produzione, cioè quando il costo di una risposta generata da un modello sarà diverso da quello di oggi.
A muoversi per primi devono essere i responsabili acquisti e i titolari di studi e piccole imprese: chiudere entro l'inverno gli ordini dei computer già preventivati, farsi bloccare il prezzo per sei mesi, rivedere i contratti di produzione di contenuti con la legge 132/2025 in mano. Il mercato italiano dei videogiochi, fermo a 2,4 miliardi con 14,2 milioni di giocatori, non ha spazio per assorbire da solo un cambio di metodo deciso a Cary, in North Carolina.
Fonti
- Epic Games reportedly orders staff to implement 'AI-first' development, 12 ottobre 2026
- No More Hand-Written Code: Fortnite Dev's Disney Game to Be an AI First Project, 12 ottobre 2026
- Epic Games Delays Disney Project, Asks Developers to Use More AI, 12 ottobre 2026
- Report: Epic Games goes all in on AI for Disney collaboration, 13 ottobre 2026
- Global PC shipments crater 20% as rising prices hammer demand, 9 ottobre 2026
- Microsoft to expand Azure Maia system to multi-gigawatt deployments, 12 ottobre 2026
- Deep dive into Azure Maia 300 architecture, 12 ottobre 2026
- Microsoft unveils Maia 300, designed for multi-gigawatt deployments, 12 ottobre 2026
Redazione
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