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Puntate Episodio 089

Come usare i social per creare valore reale: strategie, contenuti e impatto sociale

I social media sono ovunque. Li usiamo ogni giorno per comunicare, informarci, raccontarci e lavorare. Eppure, troppo spesso vengono ridotti a semplici strumenti di visibilità, misurati solo in like, follower ed engagement. Ma i social possono fare molto di più.

19 dicembre 2025 14 min di puntata 7 min di lettura
Roberta Schettino sorridente con lo smartphone in mano, ospite su social e impatto sociale

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Si comincia con 1 di 15 0:00Sigla e ospite: Roberta Schettino di Digital Growth
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  1. 0:00Sigla e ospite: Roberta Schettino di Digital Growth
  2. 0:31Dai social come diario al racconto dei brand
  3. 1:24Autoformazione, corsi e stage prima dell’agenzia
  4. 2:51Creare valore sui social vuol dire rispondere a un bisogno
  5. 3:50Meglio cinque contenuti che parlano ai valori
  6. 4:11Digital Hearts, la giornata di formazione gratuita
  7. 4:44L’errore di raccontare solo prodotto e prezzo
  8. 5:28I social possono generare impatto sociale
  9. 6:17Continuità, coerenza e accessibilità: le tre regole
  10. 7:06Sostenere AGOP, l’associazione dell’oncologia pediatrica del Gemelli
  11. 8:13La salute mentale sui canali personali
  12. 9:59L’ascolto come primo passo per un contenuto
  13. 10:30Responsabilità digitale: che reazioni scatena un contenuto
  14. 11:13Che cos’è la cultura digitale per Roberta
  15. 11:55La carrellata digitale: pubblicità su ChatGPT, iPhone pieghevole, NVIDIA

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I social media sono ovunque. Li usiamo ogni giorno per comunicare, informarci, raccontarci e lavorare. Eppure, troppo spesso vengono ridotti a semplici strumenti di visibilità, misurati solo in like, follower ed engagement.

Ma i social possono fare molto di più.

Possono diventare spazi di valore, relazione e impatto positivo, se guidati da strategia, consapevolezza e responsabilità.

È da questa riflessione che nasce il tema della puntata di Cultura Digitale, il format condotto da Giuseppe Noschese e Marco Autuori, insieme a Roberta Schettino, Social Media Manager di Digital Growth, che ci accompagna in un viaggio concreto su come trasformare i contenuti digitali in strumenti utili per persone, brand e comunità.

I social non sono solo visibilità: perché il valore viene prima dei numeri

Uno degli errori più comuni nella gestione dei social media è concentrarsi esclusivamente sulla quantità: numero di post, visualizzazioni, like, follower.

Ma la visibilità, da sola, non genera risultati duraturi.

Creare valore reale sui social significa costruire contenuti che rispondano a un bisogno preciso:

  • informare in modo chiaro;
  • semplificare concetti complessi;
  • offrire punti di vista;
  • accompagnare le persone nelle scelte.

Il valore non è legato alla frequenza di pubblicazione, ma alla qualità dell’intenzione.

Un contenuto funziona quando aiuta qualcuno a capire meglio qualcosa, a sentirsi meno solo, a orientarsi o a intravedere una possibilità.

In questo senso, i social smettono di essere una vetrina e diventano strumenti strategici di relazione.

Storytelling e autenticità: il punto di partenza della comunicazione digitale

Alla base di ogni strategia efficace c’è la capacità di raccontare.

Non una narrazione costruita o artificiale, ma uno storytelling autentico, che parte dall’esperienza reale e dalle emozioni.

Roberta Schettino racconta come il suo percorso nel digitale sia nato proprio da qui: dall’uso dei social come diario, come spazio di espressione personale, prima ancora che professionale.

Un approccio che, nel tempo, si è trasformato in metodo applicabile anche ai brand.

Le aziende, oggi, non possono limitarsi a comunicare cosa vendono.

Devono raccontare perché esistono, quali valori rappresentano e che tipo di relazione vogliono costruire con le persone.

Lo storytelling, quando è autentico, diventa uno dei principali strumenti per differenziarsi e creare fiducia.

Social media e impatto sociale: quando la comunicazione diventa responsabilità

Un altro aspetto centrale è il ruolo dei social nella generazione di impatto sociale.

I contenuti digitali non influenzano solo le decisioni di acquisto, ma anche il modo in cui le persone percepiscono il mondo, le cause e i valori.

Per generare impatto reale, la comunicazione digitale deve basarsi su tre pilastri fondamentali:

Coerenza

Le cause sostenute devono essere in linea con i valori del brand o della persona. L’incoerenza viene percepita immediatamente e mina la credibilità.

Continuità

Non basta parlare di un tema una sola volta. L’impatto si costruisce nel tempo, integrando i valori nel racconto quotidiano.

Accessibilità

Le informazioni e le opportunità devono essere comprensibili e alla portata di tutti, senza barriere inutili.

Quando questi elementi convivono, i social diventano amplificatori di progetti culturali, iniziative solidali e percorsi di consapevolezza.

Digital Hearts: un esempio concreto di valore umano nel digitale

È proprio da questi principi che nasce Digital Hearts, il progetto di Digital Growth che unisce formazione digitale e solidarietà.

L’idea è semplice ma potente: dimostrare che il digitale può generare valore umano, non solo performance.

Competenze, contenuti e relazioni vengono messi al servizio di una causa concreta, trasformando l’apprendimento e la condivisione in un gesto reale di supporto.

Digital Hearts rappresenta un modello replicabile di come il digitale possa uscire dalla logica dell’autoreferenzialità e diventare strumento di impatto positivo.

Le competenze chiave per creare contenuti che funzionano davvero

Oggi creare contenuti efficaci richiede competenze che vanno oltre la tecnica. Tra le più importanti:

Ascolto

Non dei trend, ma delle persone. Capire cosa cercano, quali domande si pongono, quali problemi non trovano risposta.

Trasformare la conoscenza in esperienza

Un buon contenuto non si limita a informare, ma coinvolge, fa vivere un’esperienza, crea connessione.

Responsabilità digitale

Ogni contenuto genera un effetto. Pubblicare significa assumersi la responsabilità dell’impatto che si crea, delle emozioni che si attivano e della cultura che si contribuisce a diffondere.

Queste competenze sono sempre più centrali per professionisti, brand e creator che vogliono costruire una presenza digitale solida e sostenibile.

Cultura digitale: consapevolezza prima degli strumenti

Parlare di cultura digitale significa andare oltre piattaforme e formati.

Significa sviluppare consapevolezza su come e perché utilizziamo gli strumenti digitali, e su quale tipo di comunicazione vogliamo costruire.

Una comunicazione che mette al centro le persone, i valori e le relazioni è una comunicazione che dura nel tempo.

Ed è proprio questo il messaggio che emerge da Cultura Digitale:

il futuro del digitale non è solo tecnologico, ma profondamente umano.

CARRELLATA DIGITALE

OpenAI prepara l’arrivo della pubblicità su ChatGPT

OpenAI starebbe per introdurre annunci pubblicitari all’interno di ChatGPT, un cambiamento potenzialmente epocale per l’economia del web e l’esperienza dell’assistente AI. Finora l’utilizzo del chatbot è rimasto privo di pubblicità visibile, con ricavi basati sui piani a pagamento. Tuttavia, recenti leak dalla versione beta dell’app Android mostrano riferimenti a funzionalità per annunci, mercatini e caroselli sponsorizzati, molto simili ai suggerimenti promozionali già usati da Google Search. Questo suggerisce che OpenAI stia esplorando un modello in cui le inserzioni siano perfettamente integrate nelle conversazioni, sfruttando la profonda conoscenza degli utenti da parte dell’AI per offerte mirate e contestuali. La base utenti di ChatGPT è enorme (stimata in centinaia di milioni di utenti settimanali), rendendo la pubblicità un’opportunità significativa per monetizzare ulteriormente la piattaforma, anche se finora non è stata annunciata una data ufficiale di lancio. Intanto alcune segnalazioni di consigli commerciali nelle risposte sono state rimosse dopo le lamentele degli utenti, mostrando quanto delicata sia questa transizione tra utility e monetizzazione. 

iPhone Fold: senza piega visibile e con prezzo da capogiro

Secondo recenti report, Apple sarebbe al lavoro sul suo primo iPhone pieghevole, con un display che punta a eliminare la piega visibile tipica dei foldable attuali. Il progetto, ancora in fase prototipale, sfrutterebbe tecnologie avanzate per rendere la piega quasi impercettibile, sfidando direttamente i principali competitor come Samsung. Il dispositivo, soprannominato informalmente iPhone Fold, dovrebbe offrire un’esperienza premium non solo in termini di design, ma anche di durabilità e funzionalità, posizionandosi nella fascia alta del mercato con un prezzo stimato attorno ai 2.400 dollari. Nonostante l’hype, Apple non ha ancora confermato né caratteristiche ufficiali né una data di uscita, ma i rumor indicano che non sarà disponibile prima del 2026. Questo sviluppo segnala come anche i giganti dell’hardware stiano cercando di ridefinire i confini degli smartphone pieghevoli, puntando sempre più su esperienza, materiali e innovazione piuttosto che sul semplice spettacolo tecnologico.

DeepSeek sfida OpenAI e Google con nuovi modelli AI

La competizione nell’AI generativa non è più dominio esclusivo di pochi grandi player: la startup cinese DeepSeek ha lanciato una nuova serie di modelli multimodali che puntano a competere direttamente con le offerte di OpenAI e Google. Tra questi DeepSeek-VL, progettato per gestire testi e immagini con elevata fluidità, e DeepSeek-Coder, focalizzato sulle attività di coding assistito. Secondo i benchmark disponibili, queste soluzioni si avvicinano alle performance di GPT-4 e Gemini, segnando un progresso significativo per una realtà emergente. Questo avanzamento tecnologico si inserisce in un più ampio contesto geopolitico e competitivo: la Cina sta spingendo sempre di più per avere attori domestici forti nella corsa all’AI, e DeepSeek è uno degli esempi più recenti. Il panorama globale dell’intelligenza artificiale diventa così sempre più multilaterale, con competizione non solo sui modelli, ma anche sulle infrastrutture e sulle tecnologie sottostanti. 

NVIDIA alza l’asticella dell’AI: prestazioni moltiplicate per 10 con GB200 NVL72

NVIDIA continua a consolidare la sua leadership nel campo dell’intelligenza artificiale con il suo sistema server GB200 NVL72, che secondo recenti dati può offrire incrementi di prestazioni fino a 10 volte superiori rispetto alla generazione precedente su modelli AI complessi. Questa architettura rack-scale unisce 72 GPU della famiglia Blackwell in un’unica unità, consentendo comunicazioni a larghezza di banda estremamente elevata tra i chip e un salto significativo nell’efficienza di calcolo. I benchmark mostrano che modelli di ultima generazione—compresi quelli open-source come DeepSeek e Moonshot—ottengono performance drasticamente superiori, riducendo la latenza e il costo per token generato durante l’inferenza AI. Questi miglioramenti non solo elevano le capacità dell’hardware NVIDIA, ma spingono anche l’adozione di tecniche come le reti “Mixture of Experts” (MoE), che gestiscono in modo dinamico componenti specializzati per compiti complessi. L’ecosistema dei fornitori cloud come AWS, Google Cloud e Azure sta già sfruttando questa tecnologia per accelerare carichi di lavoro AI, consolidando il ruolo di NVIDIA come punto di riferimento per infrastrutture AI di nuova generazione. 

GUARDA LA PUNTATA

Per questa settimana è tutto. Vi aspettiamo il Sabato alle 15 su Radio RCS75, sul nostro canale telegram Cultura Digitale, sul nostro canale Instagram “culturadigitale.live” e sulle maggiori piattaforme podcast.

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Redazione

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Roberta Schettino

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